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Eventi e speciali

Il Salvinario

Per la rassegna "Votarti m'affatica"

Informazioni utili

  • Categoria: Pubblicazioni
  • Data: 10/05/2019
  • Dove: Lecce
  • Indirizzo: Officine Culturali Ergot – P.tta Falconieri 1/b
  • Costo: Ingresso libero
  • Orario: 18.30

Il Salvinario

Presentazione di due volumi

Il Salvinario (che arriva a un anno di distanza da "Il Renziario") affronta la lingua e i modi del comunicare di Matteo Salvini, compreso il linguaggio non verbale. La struttura portante del libro è quella di un dizionario delle parole e delle espressioni adoperate dal leader della Lega nei vari contesti (istituzionali e non istituzionali), compresi quelli "socializzanti", per un ritratto che dà puntuale conto della sua indubbia capacità di parlare alla "pancia" del paese. Perché mai come in questo caso il vocabolario posseduto da un politico è precisa espressione del pensiero che vi è a monte, veicolo di un'ideologia che punta a polverizzare gli avversari con la forza, il dinamismo, la vis retorica del verbo. Contesa da tutti, compresa da nessuno, la fantomatica "pancia del paese" è il punto ombelicale del discorso pubblico contemporaneo.

Ma cosa succede se ad auscultare i borborigmi che giungono dal suo interno è uno studioso della lingua italiana? Cosa succede se, anziché evocare a sproposito un luogo divenuto ormai mitologico, si tenta di registrare e interpretare i cavernosi suoni che da quel (basso) ventre provengono? Cosa succede, insomma, se si cerca di ripercorrere il tragitto che dalla pancia conduce alla bocca e per suo mezzo alla fonazione? Inoltrandosi in questo lubrico terreno, in "Sciacquati la bocca", Massimo Arcangeli fotografa un popolo di santi, poeti e ferventi imprecatori, di folli gesticolatori nel loro smodato dimenarsi, dall'ombrello di Alberto Sordi all'impudico dito medio che si solleva a sferzare l'avversario di turno. Indaga le fonti letterarie, scovando la volgare eloquenza di una lingua d'inferno e paradiso, un organismo complesso in cui palpita un cor gentil ma vibra anche un cul fattosi trombetta. Segnala lo scorrere al fondo del nostro idioma di una vena misogina, razzista, maschilista, forse anche priapista, a giudicare dal proliferare dei sinonimi fallici qui analizzati: fava, salame, sanguinaccio esarciccia, carota, carruba, maritozzo e bacchetta, bastone, bordone, maglio e martello. "Sciacquati la bocca" è il racconto della lingua italiana vista dal basso. Lontano dalla volontà normatrice di chi la vorrebbe imprigionare nello spazio chiuso delle grammatiche, lontano dai propugnatori degli usi anarchici incondizionati, arci nemico del politically correct, Arcangeli mostra una lingua che è spazio discontinuo di un caos ordinato, creativo: perché chi dice volgarità ha un serbatoio linguistico più libero e ricco, come sapevano Dante Alighieri, Leonardo da Vinci e Carlo Emilio Gadda. Ne scaturisce una diversa immagine dell'Italia, delle molte Italie di oggi e di ieri, e un invito a risciacquare i panni non nelle chiare, fresche e dolci acque ma, per una volta, negli acquitrini più limacciosi, opachi e brulicanti di vita.


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